Sartoria, ceramica, oreficeria e ricerca sulla materia entrano continuamente in dialogo con AI, ricerca visiva e tecnologia digitale. Pratiche antiche e strumenti contemporanei si influenzano a vicenda all’interno dello stesso processo creativo. Oggetti che portano dentro tempo, materia, contraddizioni ed evoluzione.
Osmosi lavora principalmente con tessuti deadstock recuperati da archivi e fornitori italiani. Non solo per una questione sostenibile, ma per la possibilità di partire da qualcosa che esiste già, che porta con sé una storia, una texture, un limite reale. Spesso è proprio la materia a suggerire la direzione del progetto, influenzando forme, dettagli e costruzione del capo. Questo rende molte produzioni limitate, mutevoli e difficilmente replicabili in modo identico. Ed è una parte che Osmosi preferisce lasciare viva.